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"Un Po' Di storia e di Curiosità"
Dr. House - Medical Division (House, M.D.)
è una serie televisiva americana del 2004 ambientata nel reparto di patologia del Princeton-Plainsboro Teaching Hospital, un ospedale universitario del New Jersey, ed incentrata sulle vicende mediche di un'equipe di ricerca guidata dal dr. Gregory House, un medico poco convenzionale ma dotato di grande capacità ed esperienza.
Dopo una puntata, inedita anche negli USA, la serie viene lanciata il 16 novembre 2004 con l'episodio Una prova per non morire (Pilot), sulla rete FOX.
In Italia la prima stagione è stata trasmessa da Italia 1 il venerdì alle 21:05 fino al 2 settembre 2005. Dal 7 settembre la serie si sposta al mercoledì, sempre alle 21:05, con gli ultimi sei episodi fino al 21 settembre. La seconda serie, che verrà trasmessa da Italia 1 in prima serata dal 3 settembre 2006. Nel frattempo, dal 14 luglio 2006 al 11 Agosto 2006 Italia 1 ha trasmesso alcuni episodi della prima serie. Mentre la terza serie sarà trasmessa negli Stati Uniti a partire dal 5 settembre.

"Curiosità sulla versione italiana"
Italia 1 ha trasmesso il quinto episodio della prima stagione, "Damned If You Do", il 5 agosto 2005 con il titolo "Sul filo dell'errore" e come undicesimo nella sequenza delle sue trasmissioni. Ma l'ha anche tagliato di due brevi dialoghi ritenuti sconvenienti nei confronti della Chiesa Cattolica (la paziente è una suora che soffre di reazione allergica e allucinazioni mistiche).

Nel primo taglio del dialogo, che si svolge nella cappella dell'ospedale, il dottor House e suor Eucharist discutono della paziente malata, che la sua ritiene inventarsi le malattie e House fa notare alla sorella di essere caduta in quattro peccati capitali in due minuti: (Superbia, Ira, Invidia e Gola). Più avanti, dopo che Suor Eucharist ha detto ad House ciò che pensa di lui, il medico le dice: "Sa, dal modo in cui mi sta guardando ora... direi che è arrivata al quinto peccato: La Lussuria". Nella trasmissione italiana di Italia 1, quest'ultima frase manca e si vede solamente Suor Eucharist alzarsi e andarsene.

Il secondo taglio avviene pochi minuti dopo, durante un dialogo tra Chase e House nell'ufficio di quest'ultimo. House chiede al suo collaboratore cosa ne pensa delle suore ed inizia un breve scambio di battute tra i due:
- Non conosco suore
- Odi le suore. Non puoi odiare chi non conosci.
- Conosci dei nazisti? Probabilmente li odierei per principio.
- Io ho una teoria su quello che rende buoni i ragazzi buoni.

Non è per qualche imperativo morale. I bravi ragazzi hanno dentro di se la paura di Dio. La Chiesa Cattolica è specializzata in questo tipo di cose: spaventare i ragazzi con la punizione divina. Così fanno quello che i genitori gli dicono. Come, per esempio, iscriversi a medicina quando è l'ultima cosa che vorrebbero fare. Cosa ne pensi?
Nella versione italiana, invece, Chase risponde direttamente con la battuta successiva: "Dico solo che se ha qualche segreto, la Madre Superiora lo sa".

>"Elenco episodi - Regista"
Per motivi mai chiariti dall'emittente, nella messa in onda italiana della prima stagione su Italia 1 l'ordine degli episodi è stato completamente modificato rispetto all'originale. Di seguito si riportano i titoli italiani nell'ordine in cui sono stati trasmessi negli Stati Uniti.

"Creatore & Produzione"
I produttori esecutivi Paul Attanasio, Katie Jacobs, David Shore e Bryan Singer che hanno dato vita a questa splendida Serie.
In America si dà per certo che David Shore e Bryan Singer nel momento dell'ideazione del telefilm pensavano a un Sherlock Holmes trasferito in ambiente medico. In effetti le somiglianze tra il nostro eroe House e Sherlock Holmes non sono poche: dove Holmes risolve crimini, House risolve casi clinici; Holmes era famoso perchè riusciva a risolvere casi che altri non erano in grado di portare a termine, la stessa cosa vale per House; Holmes usava cocaina, la droga di House è il Vicodin; il Watson di House è Wilson (anche se non è propriamente il suo aiutante).
ALTRO:
Il creatore della serie David Shore ha affermato che il personaggio del dott. Gregory House (interpretato da Hugh Laurie) è basato sul famoso detective Sherlock Holmes. Ad esempio, il numero dell'abitazione di House è il "221B", così come Sherlock Holmes abitava al 221B di Baker Street a Londra, ed House utilizza tecniche deduttive alla Sherlock Holmes per diagnosticare i problemi dei suoi pazienti.
Produttore esecutivo della serie, insieme a David Shore, Katie Jacobs e Paul Attanasio, è il regista Bryan Singer (vedi precedente post su "Superman Returns"), che ha anche diretto l'episodio pilota ed il terzo episodio della prima stagione della serie.

Lo sceneggiatore David Shore ha detto che i produttori non vogliono che House diventi una soap opera ma allo stesso tempo è loro dovere e volontà che il telefilm sia reale e i sentimenti cosi come il sesso non sono cose che si possono evitare

Il creatore della serie, David Shore, dice che l’ispirazione per il telefilm gli occorse quando, recatosi dal medico per una caduta, ma non avvertendo più dolore durante la visita, gli venne da chiedersi come mai il dottore non lo mandasse a quel paese per l’incomodo immotivato che egli gli stava procurando. Di qui l’intuizione di House, un medico assolutamente disinibito nello spedire il prossimo a spigolare. Secondo Shore, il dilemma filosofico attorno a cui ruota la serie è se sia da scegliersi la gentilezza o la verità. Si può esser certi che la sua creatura abbia rifiutato la prima opzione, meno che abbia sposato la seconda.

Conosciamo Gli Autori

"Conosciamoli Da più vicino"
Bryan Singer
È uno dei nuovi e pochi giovani di Hollywood che riescono a inserire anche nel cinema commerciale e di genere il loro "tocco". Ultimamente, è riuscito a farlo con X-men, pellicola che in altre mani sarebbe semplicemente stata un fumettone tutto pop-corn. Affidando a lui la regia, la casa produttrice si è così assicurata sia un cinema di effetto che quel tocco autoriale che sta decisamente cominciando a mancare a Hollywood: nelle sue mani X-men diventa una parabola sugli esclusi, coloro che non hanno voce perché dichiarati diversi, coloro che non possono permettersi un difensore e devono, causa preconcetti, isolarsi dalla società. Singer conferma così la sua grossa capacità a non lasciarsi troppo trasportare dalla corrente commerciale che vige da sempre negli Stati Uniti.
Nato nel 1966, dopo aver studiato alla School of Visual Arts, realizza nel 1993 il suo primo lungometraggio Public Access. È subito successo: vince il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival (il festival del cinema indipendente fortemente voluto da Robert Redford e che negli ultimi anni sta sfornando autori uno dopo l’altro). Ma il vero successo per Bryan Singer arriva due anni dopo: nel 1995, con un ridottissimo budget e con cast composto soprattutto da caratteristi, realizza I soliti sospetti, il suo capolavoro. Si tratta di un moderno noir dai toni crudi e cupi: il suo stile veloce e secco lascia lo spettatore allibito di fronte a una storia complicatissima. Con questo film, che inoltre vince due premi Oscar (uno a Kevin spacey come Milgior attore non protagonista e uno per la sceneggiatura), a soli 28 anni Singer si consacra enfant prodige della Hollywood anni ’90.
Dopo tanto successo, le proposte sono tante ed è facile cadere nella rete del successo facile e, quindi, nella trappola dell’autodistruzione. Ma il giovane regista aspetta tre anni prima di realizzare la sua terza opera: The pupil – L’allievo, uno scritto non horror di Stephen King tratto da una raccolta di racconti intitolata Stagioni diverse e dalla quale sono già stati tratti capolavori come Stand By Me e Le ali della libertà. The pupil non è sicuramente all’altezza de I soliti sospetti, ma di certo non manca di quel tocco cattivo, antiamericano e in controtendenza che caratterizza il cinema di Singer: si tratta di un film scomodo che mostra un’America logorata dal perbenismo a tutti i costi, ma che sotto cova la malignità più cruenta. Il film non è un grosso successo, ma almeno Singer ha la soddisfazione di non essersi venduto al mercato. Appena arriva la notizia che avrebbe diretto X-men, il mondo dello spettacolo e dei critici si aspetta così un altro autore che per soldi si da al cinema commerciale. Nulla di più sbagliato: i soldi ci saranno pure, ma l’anima di uno degli autori più interessanti degli ultimi anni non è stata di certo venduta al diavolo. In fondo, anche Alfred Hictcoock agli inizi della sua vita cinematografica è emigrato dall’Inghilterra negli Stati Uniti, ma la sua carriera non è di certo morta (vedere Notorius, Gli Uccelli, Psicho, etc.).
INTERVISTA A X-MEN:
Conosceva gli X-Men, prima di cominciare la lavorazione di questo film?
No, in realtà sapevo ben poco di questo fumetto. Quando ho accettato l’incarico, ho cominciato a leggere fumetti e graphic novels, ho visto ogni episodio della serie animata. Tutto questo per un anno, un anno e mezzo, e adesso sono un loro devoto fan.

Cosa ritiene vi fosse d’interessante, negli X-Men?
Dipende. Moltissime cose. La cosa che ho trovato più affascinante, sin dalla lettura dei fumetti, è la complessità dei rapporti che i personaggi instaurano tra loro ed il resto del mondo. E non solo i rapporti, ma le stesse motivazioni che li spingono verso le loro scelte sono complesse, ricche di sfumature di grigio. Amo lavorare sulle sfumature, è un’attenzione che ho dai tempi de I Soliti Sospetti, mi piace molto mostrare quanto la natura delle cose sia nascosta dalle apparenze, che esiste sempre un’altra realtà. I temi della discriminazione e del preconcetto che sono dominanti negli X-Men, permettono di lavorare sulle sfumature in modo molto interessante.

Chi sono gli X-Men di oggi?
Non so. Probabilmente tutti coloro che si sentono diversi, alla ricerca di un proprio spazio, di un luogo a cui appartenere. D’altronde, è proprio a questo pubblico che si rivolge il fumetto, a chiunque si senta solo, in minoranza, diverso. Credo che siano, più o meno, tutti gli adolescenti, e forse qualche adulto.

Cosa crede abbiano in comune I Soliti Sospetti e questo film?
Non molto, mi sembra. Sicuramente, a pensarci bene, entrambi sono film "assemble" (Singerr ricorrerà molto spesso a questo termine, che usa per indicare racconti "corali" dove più protagonisti sono implicati in una vicenda comune, n.d.r.) con un gruppo di uomini che accetta una sfida. Queste storie hanno bisogno di rispetto per la loro coerenza interna, di attenzione alle sfumature di grigio, di rimanere in equilibrio sulla linea che divide il bene dal male.

Com’è il suo rapporto con gli attori?
Buono, direi. Sono un regista molto tecnico. Ho una cura maniacale per la scelta di ogni inquadratura e ho bisogno di controllo assoluto e di rispetto da parte degli attori. Questo non significa che io sia mal disposto nei loro confronti. Accetto le loro idee e le rielaboro, ho considerazione per il loro lavoro così come loro ne hanno per il mio. Poi, con alcuni sono molto amico.

Pensa di tornare a lavorare con Kevin Spacey?
Al momento no, Kevin Spacey è diventato troppo costoso!

Pensa, ora che ha scoperto Hollywood, di continuare a lavorarvi?
Mi piace molto Hollywood, sono sempre stato un suo appassionato e buona parte del cinema che mi ha influenzato nasce lì dentro. Poi, è affascinante l’opportunità di operare con grandi mezzi, se la cosa riesce a non prenderti troppo la mano. Continuerò sicuramente su questa strada, ma non abbandonerò le altre trame.

Cosa può dire sui due ruoli di Charles Xavier e Magneto, che sono i poli intorno a cui ruotano gli altri personaggi, come Yin e Yang?
In parte, si è trattato di un processo difficile. Era necessario trovare due attori disponibili e somiglianti il più possibile ai personaggi del fumetto. Poi, fortunatamente, gli attori scelti si sono dimostrati in grado di capire e gestire i personaggi, bene ed autonomamente, integrandosi perfettamente con le mie scelte riguardo l"assemble". Per me, resta importante rivelare il focus nell’"assemble".

Non ha trovato negli X-Men delle similitudini shakespeariane?
Non ci ho mai riflettuto seriamente. In effetti, ci sono molte cose che possono farlo pensare: il ruolo e il peso del destino, le ingovernabili forze che agiscono sui personaggi, la loro natura incestuosa…

Si parla molto, oggi, del successo dei giovani autori in America. Lei, che certamente è uno di questi, cosa ne pensa?
Ha ragione, se ne fa un gran parlare. Sinceramente, non capisco perché proprio ora nasca questa discussione, visto che in America esistono da sempre registi che hanno avuto fortuna fin dagli esordi. Basti pensare a Lucas, Spielberg, Scorsese e molti altri che ora non mi vengono in mente. Come accade spesso, si tratta di un gioco che fa comodo ai Media e alle loro attenzioni quando sono a caccia di nuovi argomenti. In tutta onestà, non sento di appartenere ad alcun movimento. Non ho contatti con gli altri registi di cui si fa il nome e non mi sembra di trovare, nel mio modo di far cinema, delle grosse somiglianze con il loro.

David Shore
David Shore è il figlio di Marvin e di Cecile è nasce il 3 luglio 1959, all'ospedale Victoria a Londra. I suoi fratelli gemelli, Philip e Robert, Conducono programmi televisivi in Israele.
Ha frequentato la " public school " di Masonville, e la scuola secondaria di A.B. Lucas, all'università di Ontario occidentale ed all'università di diritto di Toronto. David è sposato e vive con la sua moglie, Judy, un ex produttore della TV ed i loro tre bambini nell' Encino, in California.

David era un avvocato comunale e corporativo del Canada prima di intraprendere un'altra strada a Los Angeles nel 1991 per perseguire una carriera di scrittura. La sua fantasia di scrittura ed incredibile a tal punto che divenne produttore esecutivo e venne premiato con due Emmy come produttore di Hack and Family Law. E' un produttore prestigioso nella sua città e nella televisione, Inoltre David ha scritto gli episodi di NYPD Blue, The Practice, EZ Streets, Due South and The Outer Limits.
David ha vinto il premio 2005 del Emmy come migliore scrittura del drama, Dr.House Medical Division segnando il massimo della sua carriera, di certo meglio di cosa per lui non poteva andare.
Infatti la serie ha avuto un enorme successo, che ha deciso di continuare la sua avventura con la terza e forse una quarta stagione tutto questo con l'aiuto di Paul Attanasio, Katie Jacobs e Bryan Singer.

 

Paul Attanasio

- Paul è sposato con Katie Jacobs.
- Era un critico del Washington Post da 1984 al 1987.
- Suo fratello, possiede la squadra di baseball dei Milwaukee Brewers.

DI PIU':
Paul Attanasio è uno scrittore, produttore americano, Attualmente è produttore esecutivo della serie televisiva Dr.House. Ha cominciato a scrivere per la televisione CBS sitcom con il direttore di NBC crime drama Homicide: Life on the Street. Nel 1994 scrive la sceneggiatura di Quiz Show e di Disclosure and Sphere.

La sua partezipazione più importante risale pero' con la scrittura del film Poseidon Uscito da poco nei Cinema Italiani.

 

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