Jojo Rabbit, una buona commedia sulla WWII [recensione]

Il film Jojo Rabbit di Taika Waititi è stato sicuramente un successo, riuscendo a combinare il genere drammatico alla commedia, raccontando la storia di un bambino durante la Seconda Guerra Mondiale, nella sua fase finale. Il film è tratto dal romanzo “Come semi d’autunno” (Caging Skies) di Christine Leunens, con il quale ha vinto anche l’Oscar alla miglior sceneggiatura non originale. Jojo è un bambino tedesco fanatico del regime nazista, che ha subito la propaganda nazista e per la quale ha delle idee che seguono quelle portate avanti da Adolf Hitler. Riuscita la presenza di Adolf Hitler nella menta del ragazzo, con il dittatore tedesco che appare nelle scene con Jojo, interpretato dallo stesso regista Taika Waititi.

Il rapporto tra madre e figlio

Nel film ci si concentra sul rapporto tra madre e figlio, con la co-protagonista della pellicola, Rosie Betzler, interpretata da Scarlett Johansson, che deve crescere il figlio Jojo senza il padre, andato in guerra, e dopo la perdita della figlia, Inge. La storia della famiglia è narrata in maniera puntuale e con tratti di commedia da Taika Waititi, con modalità che arrivano subito allo spettatore nel corso della trama e con l’avanzare degli eventi che si susseguono.

Il ruolo degli ebrei

Nel film si evidenziano anche con comicità gli stereotipi che circolavano in epoca di guerra sugli ebrei, che emergono durante le scene tra Elsa e Jojo, andando a costruire il rapporto tra i due, iniziato in maniera distante a causa delle posizioni politiche del giovane tedesco. La costruzione del rapporto tra i due risulta essere vincente per il proseguire del film, che viene accompagnato all’epilogo finale.

FILMVOTO
Jojo Rabbit★★★☆☆

Gianni Loppi

Giovane laureato al Dams, classe 1989, con passione per il mondo del cinema e delle serie televisive. Passato da copywriter per altri portali legati alla cultura ed allo spettacolo. Per contattarmi: gianni@mondodc.it - via Cavour 30 – Ferrara 44121 – tel. 3932232939